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Pellegrinaggio nella Giordania Biblica – Agosto 2009 febbraio 20, 2009

Posted by ccglapiramotta in Eventi, Senza Categoria.
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Dopo la positiva esperienza del viaggio in Terrasanta lo scorso agosto, il Centro Culturale G. La Pira propone un nuovo pellegrinaggio dal 18 al 25 agosto 2009, alla riscoperta dell’Antico Testamento nella Giordania Biblica.

Ecco il dettaglio del viaggio, con le modalità per l’adesione (clickare sull’icona qui sotto)

PROGRAMMA E ADESIONI:

V. Documenti in Materiali-BOX

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1. Alfredo - febbraio 16, 2010

Con estremo e non scusabile ritardo si allega un simpatico e vivace commento poetico da parte di Graziana, una sostanziale sintesi del pellegrinaggio, che espime lo spirito con cui è stato vissuto e sperabilmente da tutti condiviso.

Viaggio in Giordania (18-25 agosto 2009)

Siamo partiti di buon mattino
quando il sole non aveva ancora fatto capolino
e dopo alcune tappe siamo giunti all’aeroporto
che porta il nome del grande viaggiatore
che in Estremo Oriente portò merci e tornò con onore.
Noi nel Medio ci fermiamo
e, dopo uno scalo a Vienna, ad Amman atterriamo.
Già il caldo si fa sentire,
ma non è nulla in confronto
a quello che ad Aqaba andremo a patire.
Qui troviamo la guida locale:
è Ziad, disponibile e competente
che non si fa sfuggire niente
e non si sottrae neppure al piacere, comodo com’è,
di una fumata col narghilè!
Il nostro organizzatore è Maurizio
che ha predisposto ogni cosa con gran giudizio,
anche se non tutti gli inconvenienti è riuscito ad evitare
e abbiamo dovuto inseguire due valigie capricciose
che in giro per il mondo volevano stare.

Il viaggio verso Sud è lungo
e il paesaggio poco variegato:
pietre, cespugli, alberi isolati, miniere di fosfati,
greggi, tende beduine e… sacchetti neri
che come i corvi volano sui pensieri!
Ogni tanto un villaggio appare:
caserme con foto del re, qualche campo coltivato,
case terrazzate, cisterne, antenne paraboliche
e meccanici con le auto accatastate
che hanno il lavoro assicurato per alcune annate!
Ad Aqaba ci aspetta un albergo sontuoso
e un vento sciroccoso
che piega alberi, ma non la volontà
dei beduini che vivono con dignità.
Il Mar Rosso non abbiamo attraversato,
ma nelle sue acque qualcuno si è bagnato,
pronto per affrontare del Wadi Rum la calura
e rischiare, per poco, la sepoltura.
Siamo attrezzati con cappelli e turbanti
pronti a fotografare graffiti, cammelli e paesaggi entusiasmanti
e sotto le tende dai beduini bardate
la gola va in fiamme con le salse piccanti e speziate!

Lasciamo alle spalle il deserto incantato
senza aver assaporato la notte stellata e le scomodità
e ci dirigiamo verso la Wadi Musa che ci mostrerà
altri segreti, altri paesaggi e una perla di città.
Come novelli Indiana Jones
ci prepariamo a visitare Petra
e dopo tanti filmati e video documentati
adesso l’emozione è reale
quando ti appare tra lo squarcio di rocce illuminato
del Tesoro il colonnato.
Ed è tutto un susseguirsi di emozioni
quando cammini tra i sassi
che hanno provato calzari di Nabatei e Romani
e adesso vengono calpestati dai più diversi esseri umani.
Tombe, teatri, rocce colorate,
bambini venditori improvvisati, cibi speziati,
canzoni ed emozioni sussurrate,
camminate al Monastero sotto il solleone
e Claudia che dalla groppa dell’asino
tasta il suolo con un tombolone!

Nel pullman c’è un altro esperto viaggiatore
e di molte cose conoscitore,
che ci fa riflettere e pregare,
ma quando deve dire le cose, spara senza remissione
e sostiene che “le donne alla mattina sono gazzelle
e alla sera sono cammelle!”
Care signore non fatevi turbare,
perché nel mondo arabo la cammella
è tenuta in grande considerazione
per l’eleganza, la movenza, l’andamento
ed è comunque meglio essere cammelle imbambolate
piuttosto che mattonate!
Ogni bancarella, ogni negozio
ci vede assidue clienti,
ci avviciniamo come leggiadre gazzelle
e ritorniamo all’autobus cariche come cammelle:
unico inconveniente per tutti questi acquisti
sono i mariti sempre più tristi
e più avanti che “se va
el taccuin l’è sempre pì desvodà!”

Ci spostiamo verso il Nord
e cambia il paesaggio e l’aria
(l’ha sperimentata il nostro fotografo ufficiale
che, ad Amman, nell’ora mattutina in cui canta il muezzin,
ha fatto visita al lavandin)
e si aprono valli con olivi e verdure,
con campi profughi, dighe e impalcature,
luoghi sacri, biblici racconti
che ad ascoltare siamo sempre pronti (o quasi!).
Gerusalemme ci appare
nella mappa della chiesa di San Giorgio
e la possiamo immaginare
dall’alto del Monte Nebo dove Mosè morì
e la terra promessa per lui svanì.
A Madaba molto gradito è stato il pranzo
nel “cortile del nonno” e anche se qualcuno
aveva il sole “che el ghe fea evaporar el çervel”
e a qualche altro “el poeastro, par poc,
el ghe saltea sul piatto”
era un ambiente particolare e raffinato.
Siamo pronti ancora ad acquistare
mosaici preziosi, magliette, collane beduine
che hanno portato diritto al macello
più di un cammello!

La cittadella di Amman è un miscuglio
di stili e di vita: quella passata è raccolta nel museo
mentre al presente si scava continuamente.
Ecco le colonne di Gerasa
(che passione, anche questa visitata sotto il solleone!).
Qui emergono i fasti di un passato
in parte ancora sotterrato,
ma quello che appare è grandioso:
archi, chiese, fontane, frontoni, teatri, colonnati,
ma bisogna “farse corajo
quando che se passa viçin a quea tegnuda” su da un cucchiaio!

Tutt’altro ambiente nei castelli verso oriente
che si stagliano tra la sabbia e il cielo
e che ci sorprendono piacevolmente
con frescure inaspettate e pareti affrescate.
Un nuovo idillio stava per scoppiare tra le pareti del maniero,
ma il beduino non ha retto l’attesa
e l’incertezza di Claudia le è stata fatale
e lui ha scelto due iberiche niente male!
Vicino al castello di lava nera ci ha accolto un ristorante
con acqua, fontane e pietanze particolari
e l’uva “a vovi de gal a qualcuna a ga fat mal!”

La messa giornaliera
è stata sempre momento di riflessione e preghiera:
quella degli anniversari, quella sul Giordano,
dove qualcuno avrebbe volentieri
“desbatizà” qualche mosca tra la mano!
Nella visita al vicario generale
ci sono state domande, spiegazioni, scambio di opinioni,
risposte elusive o inaspettate
e un tè bollente che ci ha fatto sudare corpo e mente!

Il gruppo è abbastanza omogeneo per età,
eccezion fatta per Leonardo, un ragazzetto
che ha fatto qualche volta il chierichetto
e ha raccolto pietre in ogni città,
ma nonostante abbia privato la Giordania di “tanti sass”
lo hanno fatto volare in business class!
Ogni giorno che passa aumenta l’affiatamento,
e tra storielle, canzoni, commenti e riflessioni,
viaggi in taxi, visite a moschee
impariamo a conoscerci di più,
anche se il tempo fugge
e domani molti di noi non si incontreranno più,
però, se Inshallah lo vorrà,
al prossimo incontro saremo presenti
per mostrare le foto ad amici e parenti.

25 agosto 2009
Grazie e arrivederci

Graziana

Questa è un po’ meno immediata e spiritosa

L’emozione ti prende
quando un fascio di luce
ferma il tempo
sulle colonne rosate,
sulle tombe imperiali,
sui sentieri segnati da millenni di passi,
dove il tempo non è il tuo padrone
e il deserto dell’ascolto
si allarga
in questa Giordania
costretta dai confini.
I bambini
ti regalano sorrisi
e aspettano.

Un saluto ancora,
Graziana


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